Friday, 4 December 2015

Turchia Discovery: Ankara, Tuz Golu e Uchisar

Quarto giorno del nostro Turchia Discovery, si lascia Istanbul. Se vi siete persi le puntate precedenti, le trovate negli ultimi post, a partire da qui.
Sveglia alle 4.30 per prendere il treno per Ankara, la capitale. Del viaggio posso raccontarvi solo che ho dormito parecchio e mangiato almeno un paio di simit ricoperti di nutella. Gnam.

Arrivati ad Ankara dopo qualche oretta di viaggio, al parcheggio ci aspetta il nostro mitico autista, che ci ha poi accompagnati per tutto il resto del viaggio. Buon uomo sulla settantina, dal nome sconosciuto, non spiccica ‘na parola di italiano, inglese o qualsiasi altra lingua al di là del turco, per cui potete ben immaginare le nostre conversazioni: noi italiano, lui turco, il tutto condito da qualche gesto, che però vi assicuro non ci aiuta a comprendere il contenuto delle conversazioni. Ma si fa voler bene il nostro Shrek (ebbene si, questo il soprannome stabilito).

Di Ankara vediamo davvero pochissimo, facciamo giusto un giretto nella zona di Hisar, la cittadella, tra l’altro parecchio carina, sembra quasi un paesino di montagna. Sembra abbia davvero poco a vedere con il resto della città, che vista dall’alto del castello altro non sembra che un agglomerato di edifici in cemento...non particolarmente attraente.







Nella cittadella incontriamo però un’altra figura che ci è rimasta nel cuore: la nonnina turca. Siamo li che ci guardiamo in giro, quando arriva questa nonnina che ha davvero molto della nonna di Titti e Gatto Silvestro ed inizia un’invettiva contro varie figure politiche del paese, in un’inglese perfetto e con una carica adrenalinica che lascia tutti ammutoliti. La nonna turca, che si scopre poi essere un’ex insegnante di storia dell’arte, è parecchio incazzata con quel governo che li, nella cittadella, ha rinchiuso e poi ucciso parecchie persone, e ancor più incazzata con chi ha deciso di trasformare quel luogo in un Wine Bar, simbolo del male supremo a quanto pare. Ci racconta tutto con grande enfasi, parlando a velocità della luce, per concludere tutto con un ‘ok? OOOK? BYE’. E se ne va, lasciandoci un po’ così, come dire, spiazzati. Mitica la nonnina.


Ci spostiamo in pullman al Mausoleo di Ataturk, luogo parecchio importante per i turchi. Il signor Mustafa Kemal, da tutti conosciuto come Ataturk (padre dei turchi) altri non è che il padre della Turchia moderna, fondatore del movimento nazionalista e primo presidente della Repubblica di Turchia. Un tipetto bello tosto mr. Ataturk, che ha portato una gran rivoluzione nel paese mantenendo al tempo stesso una certa impronta dittatoriale, nonostante la quale continua ad essere venerato quasi come un dio da tutta la popolazione. Il museo-mausoleo ne è la dimostrazione: un viale pedonale lungo 260 metri, costeggiato da statue di leoni, porta all’immensa  corte in marmo su cui si affaccia il mausoleo vero e proprio. Di un certo impatto.









Riprendiamo il pullmino e ci dirigiamo verso il Tuz Golu, il lago salato, dove facciamo una brevissima ma imperdibile sosta. Il lago era uno di quei posti sottolineati, cerchiati, evidenziati sulla mia guida. Non abbiamo avuto la fortuna di vederlo tinto di rosso, fenomeno che si presenta spesso d’estate per la presenza di alcune alghe, ma lo spettacolo di questo infinito specchio di sale non ci ha affatto delusi. Ci siamo divertiti con qualche foto stupida, non proprio riuscitissime, diciamocelo...simpatiche, ecco.








La giornata prevede parecchie ore di viaggio, per cui si riprende il pullman alla volta del castello di Uchisar, dove arriviamo giusti giusti per il tramonto.








Che dire?! Primo assaggio di Cappadocia: just perfect.




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