Thursday, 7 May 2015

Cuba, La Habana

Il tour cubano parte subito alla grande: La Habana.
Alloggiamo in un hotel fuori dal centro, che a leggere i commenti su TripAdvisor doveva essere the worst ever...sarà che son cresciuta a suon di gite oratoriane dormendo spesso su pavimenti di scuole e palestre, ma a me sto hotel non è sembrato poi tanto male. Ad ogni modo...fuori splende il sole, ci sono 30 gradi e siamo a CUBA, per cui mi potete anche mettere a dormire su un marciapiede che la cosa non mi tange.

Ci aspettano Marcial e Faustino, la nostra super-guida e il nostro super-autista, a cui va subito un grazie gigantesco per averci scarrozzati in giro sempre con un gran sorriso, per essere entrati a pié pari nello spirito del gruppo ed aver scherzato e riso con noi, per aver risposto alle mille domande, per aver sopportato il casino sul pullman, tra balli sfrenati e panni stesi ad asciugare, per averci raccontato della Cuba turistica ma soprattutto per aver condiviso con noi storie, pensieri, paure e speranze della Cuba vera, quella di cui si può parlare solo a bassa voce. Non potevano capitarci persone migliori.

Prima fermata: Plaza de la Revolución.



Ovunque ti giri a Cuba si parla di Revolución. Che sia la piazza de la Revolución, il museo de la Revolución, la festa della Revolución, il sasso che ha calpestato il tizio TaldeiTali durante la Revolución...non si scappa. È un martellamento continuo, si cresce a pane e Revoluciòn da queste parti, manco sta rivoluzione fosse stata fatta l’altro ieri e non quasi sessant’anni fa. Una pressione psicologica non indifferente.

Riprendiamo il nostro pullman e obblighiamo Faustino a fermarsi in zona di divieto di sosta, poraccio, perchè le foto sul Malecón non si possono non fare. Faustì, sant’uomo.




Statua del General Maximo Gómez

Sosta veloce anche al Castillo de los Tres Santos Reyes Magnos del Morro (che ci vuole più tempo a leggere il nome che a girarci attorno) – una bella vista sulla città, si scatta qualche foto e poi via in centro, verso il Capitolio Nacional, uno dei simboli de La Habana.



E qui mi viene subito ricordato che posso andare anche in capo al mondo ma la maledizione delle impalcature mi perseguiterà forever&ever. Dopo Santiago, Lisbona, Sintra e Bologna – signori: il Capitolio Nacional a La Habana.

Capitolio Nacional

Quanto meno questa volta le impalcature sono sobrie e non rovinano troppo l’edificio. Poi ormai devo averci fatto l’abitudine, non me la prendo neanche poi tanto.






Si fa un giretto tra le vie della città, tra le coloratissime Chevrolet anni cinquanta e case decadenti a fare da sfondo a questa città che mi sembra comunque piena di vita. 





Passiamo per il famoso Parque Central, il Central Park de La Habana, come ci tiene a sottolineare Marcial con un pizzico di ironia...un parchetto 5x5 metri dove si trova la statua di José Martí. 


Statua di José Martí

Ci fermiamo al Floridita per un daiquiri in compagnia di Hemingway e poi un Mojito in terrazza, dove optiamo anche per un pranzetto al volo. Che poi tanto al volo non è, in questi posti molto turistici ti servono con una lentezza disarmante ad un prezzo piuttosto elevato, ma dopo una giornata intera passata in volo, un paio d’ore di relax in terrazza sotto il sole le si fanno volentieri. Ecco magari sarebbe stata una buona idea mettersi un po’ di protezione solare, evitando cosi di arrivare a sera a chiazze color aragosta, ma tant’é ormai è fatta.


Ernest Hemingway

Il pomeriggio è dedicato alla visita delle principali piazze della città: Plaza Vieja, Plaza de San Francisco, Plaza de Armas e Plaza de la Catedral.





Plaza Vieja





Plaza de San Francisco



Estatua de Cristo

Plaza de la Catedral

Ci conosciamo da poco più di 24 ore, ma facciamo gli scemi come fossimo amici da una vita.

#siselfiechipuó
#selfieprocessione #andremoallinferno

#unselfiealgiornotoglieilmedicoditorno

La sosta caffè del pomeriggio è stato uno di quei momenti che ricorderò a vita, insieme ad un altro paio di episodi di questo #CubaSelfieExpress che vi racconterò nelle puntate successive. Siamo in fila pipì, tanto per darvi un contesto, quando una mia compagna di viaggio mi guarda e mi dice (cito testualmente): Certo che sei proprio bella. Bella e anche simpatica.
Devo aver fatto una faccia parecchio sconvolta e dopo dieci secondi di smarrimento totale credo di aver risposto qualcosa tipo: SIMPATICA A MEEE?!
E così ricorderò F. a vita: come la prima persona che mi abbia mai dato della simpatica, in coda in attesa di fare pipì.

Scherzi a parte in questa vacanza ho incontrato persone in grado di risollevare la mia autostima di parecchi punti, cosa che non accadeva da moltissimo tempo. Ne avevo bisogno e mi ha fatto parecchio bene, per cui: GRAZIE.

La Bodeguita del Medio e via di Mojito a passi di salsa.





Marcial ci saluta ma ci rimane ancora un sacco di tempo prima di cena. Da brava rompiballe prendo in mano la situazione: altro giro, altra corsa, con la scusa di fare due passi faccio rifare a tutti il tour della città.

Plaza 13 de Marzo

Museo de la Revolución


Edificio Bacardi


Cena in un ristorantino in Plaza de la Catedral e via con la prima aragosta della vacanza e i gamberetti più buoni mai mangiati in vita mia. La cucina cubana è un qualcosa di meraviglioso.



La prima sera si conclude con il rientro in hotel su un mitico taxi Chevy. Da bravi italiani convinciamo il taxista a farci stare in sei in una macchina...non che avesse tutti i torti ad essere titubante, in più occasioni lungo il tragitto ho avuto paura dovessimo scendere a spingere – tanto carucce queste macchinine ma la loro bella età la si sente tutta J

Le mie considerazioni generali rimangono quelle riassunte qui, non credo di avere altro da aggiungere. 
Le foto poi credo parlino da sole.

Prima giornata cubana decisamente promossa! Hasta luego!






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