Thursday, 23 April 2015

Pre-Cuba

Lo so, avevo detto che avrei scritto un post su La Habana, prima tappa ufficiale del nostro Cuba Express.
A ripensarci però ci sono degli antefatti che non si possono proprio tralasciare, il viaggio verso la nostra prima meta è stato lungo e a tratti parecchio complicato. Sia mai che io parta serena e rilassata.

Il mio viaggio inizia un giorno prima rispetto a quello degli altri, che si sa so’ furba e decido di viaggiare con Avventure nel Mondo, che giustamente prevede partenze solo da aeroporti italiani. 
Per cui...che non te la fai una cenetta in famiglia prima della partenza?!?

1 aprile, volo Londra-Milano. Un cielo che più limpido non si può, una vista mozzafiato dalle Alpi a Bergamo, la neve sopra le montagne, il tramonto sopra il lago di Como che ha quel qualcosa di magico, colline verdissime, paesini sperduti, colori meravigliosi. Un bentornata così non l’avevo mai ricevuto.
Non faccio in tempo a mettere piede in casa che mi sto già abbuffando di cibo italiano: la qualunque, tutto insieme. Quintalate di prosciutto cotto e pane e formaggio e ancora pane e pizzette e la mamma ha fatto la pasta pasticciata e il bis e il tris – vabbè non ve lo dico quanti piatti ne ho mangiati che non mi credereste. Eh oh la cugina ha preparato i cupcakes. Oh ci sono anche i biscotti. Vabbè inutile dirlo, la serata è finita con quintalate di citrosodina, sono andata a letto rotolando ma felice.

Mattina del 2 aprile, direzione Malpensa. Colazione con mezzo pacchetto di abbracci e via. A Malpensa si incontra la prima parte del gruppo e ci si inizia a conoscere. Seconda colazione – metto subito in chiaro che io necessito cibo in quantità industriali ad intervalli regolari. Non credo che inizialmente mi abbiano presa sul serio, ma si sono poi ricreduti in tempi brevissimi, credo di averli impressionati non poco.

Volo Milano-Madrid easy, recuperiamo l’altra parte del gruppo e ci siamo: Madrid-Havana!
Ora, non è che io sia proprio un’amante dei mezzi di trasporto in generale, no!? Soffro qualsiasi mezzo di movimento e per quanto l’aereo non sia tra i peggiori, non è nemmeno il mio posto preferito al mondo. Per cui una volta salita tendo a dormire per il più lungo tempo possibile, girandomi e rigirandomi alla ricerca di una posizione decente.
Madrid-Havana sono circa 9 ore di viaggio, non proprio pochissime. Nella mia mente speravo in sonnellini intervallati da un paio di film e qualche capitolo di un libro. Me la sarei anche cavata abbastanza bene. Non fosse che...

Non fosse che arrivo al mio posto e la tizia del posto accanto al mio è già seduta. Ed è ENORME. 
Cioé non è grossa, non è sovrappeso...è GIGANTESCA. Duecento chili di donna, a dir poco. Sta incastrata nel sedile ed occupa anche metà di quello che dovrebbe essere il mio posto.
ECCHESSFIGAPERÓEH?!?
Io non ho niente contro le persone grosse, sia chiaro. Però, SANTISSIMO CIELO, se sei duecento chili di donna e non ci stai in un cazz* di sedile dell’aereo, abbi la decenza di acquistare due posti. Perchè, sia BEN chiaro, questo non è un problema di obesità. Questo è un problema di rispetto delle altre persone. E cara mia, e soprattutto cara AirEuropa, ti è andata di gran cul* che hai beccato me, che sono tutto sommato piccoletta e non troppo cafona da farti una sceneggiata lì su due piedi. Perchè se al posto mio ci fosse stato un omone da un metro e novanta a cui era andata storta la mattinata...tanti saluti eh.

Sfogo a parte, vi dirò: al momento l’ho presa sul ridere, non avrei potuto fare altro. Mi sono incastrata nel mio angolino, spiaccicata contro il finestrino, e ho pure fatto amicizia con questo simpatico donnone spagnolo che mi occupava mezzo sedile, tant’è che i miei compagni di viaggio (che ogni tanto venivano ad assicurarsi che io fossi ancora viva) l’hanno subito ribattezzata la mia best friend.
Eh cari miei, sono state nove ore lunghe, durante le quali ho scoperto altre qualità della mia vicina, tra cui quelle di gran russatrice e divoratrice di Mars. Il meglio poi è venuto quando ha iniziato a sistemarsi il parrucchino. Ma vabbè insomma...si potrebbe andare avanti ore a parlarne, ma è il caso di concentrarsi su altro.

Sono sopravvissuta, atterrata sana e salva. Nel frattempo, in tutto ciò, non so bene come e quando, sono anche stata nominata cassiere del gruppo, ruolo evitato da tutti come la peste. Alla grande.
Una coda infinita in aeroporto per i controlli, manco fossimo tutti lì per il contrabbando illegale di armi. Credi di avercela fatta...e invece no. Coda di un’ora e mezza per cambiare i soldi. YEAH. Questa giornata inizia ad essere davvero troppo lunga.
E insomma, quando hai quasi perso le speranze...ci siamo. Soldi cambiati, autista e guida recuperati, ci si dirige all’hotel, che grazie al cielo è molto meglio di quello che ci si aspettava. Sì ok, nella nostra stanza non funziona la doccia, ma il livello di stanchezza è talmente alto che non ci si fa proprio caso. 
Una buona notte a tutti e...a domattina, per iniziare davvero il nostro viaggio!




La Habana nel prossimo post (questa volta per davvero J )





Monday, 20 April 2015

Cuba

Rientro da Cuba con mille immagini e pensieri che mi rimbalzano in testa. 
Mi sono presa una settimana per cercare di fare un po’ di ordine ma non ci sono mica tanto riuscita.




Com’è stato? 
Bello, bellissimo. E forte. E contradditorio. 
È stato paesaggi meravigliosi e sorrisi e giri di salsa ad ogni angolo. Ed è stato un pugno allo stomaco, un senso di colpa costante.
Siamo nati dalla parte giusta del mondo, quella in cui si ha il bene piú prezioso di tutti: la libertà. 
La libertà di essere e fare ciò che si vuole, la libertà di avere aspirazioni e poterle raggiungere, la libertà di viaggiare e conoscere e toccare con mano quello che c’è là fuori.
Cuba non è la povertà assoluta, la guerra, la lotta per la sopravvivenza.
Non è una realtà così distante dalla nostra da non essere immaginabile o concepibile. La gente ha l’indispensabile per sopravvivere – un tetto sopra la testa, acqua potabile, razioni di cibo. Sanità e istruzione sono gratuite, il livello di laureati è piuttosto alto. Vestono come noi, ascoltano la stessa musica, escono per un mojito la sera con gli amici. Lavorano durante il giorno, quando ne hanno la possibilità.
Ma i salari sono ridicoli e l’offerta di beni per noi scontati è scarsissima se non nulla.
I cubani devono fare i salti mortali per comprare pannolini, antibiotici, spazzolini da denti. Non esistono posti in cui acquistare automobili o biciclette. La comunicazione è controllata e internet è praticamente inesistente. Da pochi anni è permesso avere un telefono cellulare, ma le tariffe sono folli e proibitive. Non possono viaggiare al di fuori del paese, se non grazie all’invito ufficiale di qualcuno e a puntigliosi controlli finanziari da parte dei consolati.
Quando parli con la gente del posto, sempre sorridente, che con occhi sognanti ti chiede ‘ma quanti cellulari ci sono in un negozio di elettronica?’ ‘ma sono tutti nuovi?’ ‘e perché comprate l’iphone 6 se il 5 funziona ancora?’ non puoi far a meno di provare una fitta allo stomaco e sentirti uno schifo. 
Noi, che abbiamo tutto e ci lamentiamo di tutto.








Insomma: non troppo diversa, ma lontana anni luce.
E proprio durante il nostro ultimo giorno di viaggio c’è stata la stretta di mano tra Raul e Obama.
Speriamo’ è stato il commento della nostra guida. Sperano di veder cambiare Cuba per i cubani.
Sul cambiamento non ci sono ormai dubbi. Quanto alle modalità, mi auguro che si abbia rispetto per la popolazione locale, pur sapendo che, ahimé, si guarderà agli interessi economici e politici prima di tutto.

Brevissime riflessioni che avevo bisogno di mettere nero su bianco, senza entrare troppo nel merito di questioni politiche e sociologiche di cui capisco molto poco.
Ciò detto, posso iniziare a scrivere del nostro tour cubano, di un viaggio di dieci giorni tra i colori e i sapori di questa isola che mi é piaciuta da impazzire e delle persone MERAVIGLIOSE (M-E-R-A-V-I-G-L-I-O-S-E) con cui ho avuto la fortuna di condividere quest’esperienza. È proprio vero: quando meno te lo aspetti...

Si parte da La Habana, nel prossimo post J