Tuesday, 24 March 2015

Richmond WorldWide Instagram Meeting

Sabato 21 Marzo: Worldwide Instagram Meeting a Richmond – Io e altri drogati di social network come me ci ritroviamo per fare un giretto e scattare qualche foto, mentre migliaia di altre persone fanno lo stesso in altre città del mondo. 
Non potevo perdermelo.
Dalla finestra intravedo un mezzo raggio di sole. 
Ha fatto freddo tutta settimana, un freddo polare, ma è il primo giorno di primavera, suvvia, non può mica fare poi COSÌ freddo.
Compromesso (con me stessa): niente pile e calzamaglia, ma tengo la giacca invernale. Ci tolgo il cappuccio di pelo, ma prendo almeno una sciarpina di cotone, che non si sa mai. K-way nello zaino, che siamo pur sempre a Londra, e via.

Un’oretta di metro, che Richmond è esattamente dalla parte opposta della città. 
Metto piede fuori dalla stazione per cercare il resto del gruppo e...INSULTI PESANTISSIMI a me stessa medesima. 
Razza di idiota, regola numero uno: MAI fidarsi del meteo londinese.
La prima...che? Un freddo che manco a Dicembre. In tre minuti ho mani e piedi gelati e difficoltà a muovere la mandibola per articolare un discorso. Cretina che non sei altro.

L’atmosfera è piacevole però e Richmond mette sempre di buon umore. Mi riempiono di stickers e bandierine e mi piazzano in mano il cartonato di un iphone gigante...che no, la gente non mi guarda malissimo mentre giro per le strade come nulla fosse.

Richmond è una sorte di paesino a sè, pur facendo ancora parte di Londra. Il centro è piccolo e molto carino, ma le attrazioni principali sono senz’altro il Thames Path e il Richmond Park.
Sabato abbiamo fatto una passeggiata lungo il fiume, ci siamo fermati sotto Richmond Bridge ad aspettare il passaggio di uno Steam Train – un vero treno a vapore a quanto pare utilizzato per pranzi di superlusso – e abbiamo poi raggiunto Ham House.















A questo punto, mezzi ibernati, abbiamo optato per un tipico sabato pomeriggio inglese: the PUB.

Se però vi capita di passare da Richmond, magari in una giornatina un tantino più calda, non potete perdervi Richmond Park, con super-vista sul Tamigi e...i Bambi J






E pensare che queste foto sono state scattate esattamente un anno fa, in una giornata passata a prendere il sole distese sul prato davanti al fiume. In maniche corte.






Freddo a parte, Instagram Meeting decisamente promosso! Bella location e bella compagnia!
In attesa dell’Instagram Bus Party del prossimo sabato J Can’t wait!








Thursday, 12 March 2015

Arundel, West Sussex

La sveglia suona alle 7 anche di sabato mattina e vorresti solo buttarla contro il muro e tornare a dormire. 
Poi apri mezzo occhio e...oddio, c’è il sole. Il sole vero, quello che sembra quasi primavera. Che cari miei, il sole vero qui lo si prende sul serio. In tre secondi netti sono in piedi, lavata, vestita, double-colazionata - che si parte per una spedizione impegnativa quindi servono il doppio delle energie. 
Ritrovo in Victoria station, si va verso il West Sussex.



Anche questa volta ho avuto la fortuna di incontrare subito persone carinissime, che contribuiscono non poco a far girare la giornata per il verso giusto. Insomma il sole aiuta, i castelli pure, ma due chiacchere fanno sempre un gran piacere, se la compagnia è quella giusta.
La passeggiata è iniziata sul fiume Arun per proseguire tra le colline di Arundel Park.






Pranzo al sacco presso Hiorne Tower, una torretta costruita nel bel mezzo del nulla, senza un motivo preciso, per il solo diletto del Duca di Norfolk, che è il proprietario dell’intero parco (e di tutta la contea, a quanto pare). Ovviamente non poteva mancare la storiella del fantasma che abita la torre e si materializza verso mezzanotte, quando va alla ricerca del suo amato (che, poraccia, l’ha mollata quando ha scoperto che era incinta, motivo per cui si è lanciata dalla torre).


Nel pomeriggio passeggiata tra le colline, sosta in un pub carinissimo sul fiume ed arrivo ad Arundel.




as featured in Harry Potter!!!!


Il castello di Arundel è stato costruito nel 1067, dopo l’invasione normanna del 1066 (che la mia prof di inglese ci ha fatto studiare e ristudiare mille volte ed è una delle poche cose della storia dell’Inghilterra che ancora ricordo).




Non siamo entrati al Castello, per mancanza di tempo, ma deve essere carino da visitare. Abbiamo invece fatto un giretto in paese, visitato la Cattedrale e poi, mentre una parte del gruppo si è rifugiata in un classico pub, noi ci siamo diretti verso una carinissima sala da té per una stra-meritata fetta di torta J Che va bene fare dell’attività fisica, ma poi ci si deve ricompensare!



Alla prossima gita J





Tuesday, 10 March 2015

#MilanOnTheRoad

A Londra cammino parecchio. Ho una lista infinita di luoghi e passeggiate che vorrei fare, organizzo i weekend in modo da vedere qualcosa di nuovo ogni settimana, ma improvvisamente la lista si allunga e mi sembra sempre di correre contro il tempo. 
Posso dire di aver visitato parecchio di questa città, ma è talmente ricca di posti meravigliosi che dopo un anno e mezzo di camminate la lista dei to do rimane ancora ben lunga.
Ultimamente mi sono iscritta a qualche passeggiata di gruppo: ci si da un punto di ritrovo e si segue un itinerario pre-stabilito, solitamente armati di macchina fotografica. Nulla a che fare con una visita guidata, l’idea è più quella di una passeggiata tra amici per la città – foto, chiacchiere e una visita al pub per concludere la giornata. A volte si riesce a stare tutti insieme, soprattutto quando il gruppo non è troppo numeroso; altre volte ci si divide in piccoli gruppetti ed ognuno procede alla propria velocità. Nessun obbligo, nessuna restrizione. Un format che personalmente adoro!

Mi sono auto-criticata più e più volte nei post passati per non avere mai veramente visitato la mia città, Milano. 
Well, a dire il vero non ho mai veramente visitato l’intera Italia, a parte qualche piccola eccezione. Ma comunque, un passo alla volta.

Sono di rientro per il weekend del primo maggio, e quindiii...perchè non fare la turista esattamente come a Londra? 
E soprattutto perchè non aprire l’invito ad altri che come me vorrebbero fare i turisti a Milano per un weekend?

Detto fatto: #MilanOnTheRoad



Un weekend e mille cose da vedere...e chi lo dice che a Milano non c'è niente???
Ho creato il percorso secondo le mie regole di base:
1. Camminare, camminare e camminare
2. Nessun ingresso a musei (ma è prevista una sbirciatina super-rapida ad un paio di Chiese interessanti)
3. Fotografare quanto più possibile

I dettagli saranno pubblicati a breve qui.

Saremo in due, in dieci o in cinquanta...poco importa. 
Io non vedo l’ora J


Monday, 9 March 2015

Bear Witness, Sotheby's

Ieri sono stata alla casa d’aste Sotheby’s per l’esposizione Bear Witness.


Ne avevo sentito parecchio parlare negli scorsi giorni e alcune strane foto e didascalie mi avevano incuriosita...teschi, orsi e arte contemporanea in mostra in New Bond Street, la Montenapoleone londinese, una zona che più posh non si può; pezzi esposti per una sola settimana, prima dell’inizio dell’asta, che parte ovviamente da una base abbordabilissima – chi non vorrebbe un bel teschietto per un paio di milioni di sterline?
Insomma, proprio il mio ambiente, che si sa mi ci trovo benissimo in mezzo a gente ricoperta d’oro dalla testa ai piedi, che non parla d’altro che di quel ‘ristorantino delizioso in Mayfair’ ed è subito tutto un sweetheart, darling, lovely e sticazzi.
Io poi arrivavo dalla piscina. Mi stupisce che nessuno mi abbia fatto la carità.

Ad ogni modo. I pezzi in mostra provengono dalla casa di un collezionista privato che ha chiesto di rimanere anonimo...voci di corridoio parlano di un certo Guido Orsi, che sono dovuta andare a googlare e sembrerebbe essere un costruttore navale italiano. Ma proprio me la immagino la casa di questo buon uomo con tutti questi begli oggettini disseminati qua e là.




Si va da orsi giganti a teschi di ogni tipo, passando per quadri di Andy Warhol, insegne neon, soprammobili di ogni genere e dimensione.









Passeggiando tra le diverse stanze si ha spesso l’idea di trovarsi su una sorta di scena del crimine a carattere comico, con teschi ovunque e personaggi inquietanti ad ogni angolo. Al lato horror si affianca la passione (ossessione?!) del collezionista per gli orsi...che davvero il signor Guido abbia collezionato orsi per via del suo cognome? C’è un non-so-che di tragicomico in tutto ciò.





Perfetto il titolo dell’asta, che gioca proprio sul mix degli elementi presenti: Bear Witness, che significa letteralmente ‘prova, testimonianza’ e richiama quindi al tempo stesso gli orsi (bear) e il contesto stile CSI.










Conclusioni personali? L’ho trovata meravigliosa.
Io che odio l’arte contemporanea e mai capirò il valore di nessuno dei pezzi esposti, l’ho adorata. È un’esposizione strana, unica, completamente fuori dagli schemi, al limite della follia.
Perchè mai una persona abbia una passione per simili oggetti è qualcosa che mai nella vita riuscirò a capire. Ma le emozioni che lascia, di totale meraviglia e stupore, sono decisamente positive. Esci dalla galleria con un sorriso stampato in faccia pensando: la gente è decisamente FUORI DI TESTA.