Friday, 24 October 2014

Summer Holiday: Lisboa, day 1

Davvero non so perchè io abbia sempre snobbato il Portogallo prima di quest’estate. Non mi ero nemmeno mai presa il disturbo di dare una sbirciata a qualche foto su internet, l’avevo classificato come poco interessante a prescindere. Quando poi è stato il momento di organizzare questa vacanza, ho finalmente aperto la galleria immagini di Google…e mi si è aperto un mondo. Alla terza immagine già ero superesaltata e non vedevo l’ora di partire. Le aspettative non sono state affatto deluse.
Dopo due giorni a Porto e un giorno a Coimbra, ci siamo spostate verso sud alla volta di Lisbona.
Per Lisbona avevo preparato un tour di tre giorni piuttosto dettagliato, con tanto di mappe, percorsi e spiegazioni di tutti i più importanti monumenti e luoghi di interesse. Ovviamente poi i piani sono fatti per essere completamente modificati, per cui una volta arrivate abbiamo fatto un bel taglia e cuci, aggiungendo pezzi e modificandone altri, per arrivare alla fine ad un tour niente affatto male.

LISBONA DAY 1
1. Casa Pasteis de Belem - 2. Mosteiro dos Jeronimos - 3. Torre de Belem - 4. Monumento Combatentes Ultramar
5. Padrao dos Descobrimentos - 6. Palacio Nacional - 7. Ponte 25 de Abril

Salto veloce all’ostello prima di iniziare ad esplorare la città – la nostra scelta è statUnreal Hostel, ostello in zona Parque Eduardo VII,  non proprio in centro città ma ben collegato tramite la metro, personale non tra i più simpatici ma nemmeno malissimo, stanze pulite, bagno privato…mi sento di consigliarlo dai.

A quanto pare nessuna visita a Lisbona si può considerare davvero completa se non si è fatto un giro su un Eléctrico, i tram che collegano i principali distretti della città. Il tragitto più conosciuto è quello dei Remodelado, i tram classici che ricordano gli originali tram di Lisbona del periodo precedente alla guerra e che si inerpicano su per le stradine del quartiere dell’Alfama, distretto davvero caratteristico fatto di viuzze e vicoletti strettissimi e spesso piuttosto ripidi, in cui tram e macchine compiono manovre inverosimili e al limite della follia per portare i passeggeri sani e salvi a destinazione. Ho pensato in più di un’occasione che uno scontro fosse inevitabile, ma i guidatori hanno sempre dimostrato di avere nervi saldi e capacità di valutare le distanze al millimetro – grande invidia! L’altra linea di tram da non perdere è quella che connette la Baixa, il centro di Lisbona, con il distretto di Belem, meta del nostro primo pomeriggio lisbonese. Su questa linea i tram sono tutti moderni e il percorso è meno pittoresco, ma offre comunque un bel panorama su un fiume, sebbene sia abbastanza difficile concentrarsi sul paesaggio quando si è in ottanta in un tram per venti persone – leggermente overcrowded, diciamo che eravamo più concentrate sulla respirazione che su quello che si poteva vedere fuori dal finestrino.

Arriviamo al quartiere di Belem, un sole fantastico, un caldo esagerato, ora di pranzo…non potevamo scegliere altrimenti per la nostra prima visita: Casa Pasteis de Belem, ovvero LA pasticceria di Lisbona. 


Pezzo forte della casa, ovviamente, i famosi Pasteis de Belem, o Pasteis de Nata, piccole tortine di sfoglia farcite con una crema a base di panna e uova che creano dipendenza. Si dice che nel 18esimo secolo questi dolci venissero preparati e poi venduti dalle suore del vicino Monastero di San Geronimo come metodo di raccolta fondi; a seguito della chiusura dei monasteri verso la metà dell’800, la ricetta è stata utilizzata da questa pasticceria e queste tortine sono diventate il dolce tipico di Lisbona. 
Vietato visitare Lisbona senza assaggiare questa bontà.


Colgo l’occasione per aprire una brevissima parentesi sulle backery del Portogallo: volendo fare un paragone, potrei dire che la probabilità di trovare una backery mentre passeggiate è pari alla probabilità di trovare un bar che vi faccia un espresso in Italia – praticamente una ogni due metri. Le backery portoghesi sono dei posti meravigliosi, pieni e strapieni di dolci e paste di ogni tipo, lasciano davvero l’imbarazzo della scelta e la voglia di assaggiare tutte le possibili varianti a disposizione. Nonostante il mio stupido stomaco sottosopra, sono riuscita a limitarmi solo in parte – e infatti le conseguenze sono state disastrose, ma almeno posso dire di aver sofferto per una buona causa. Grazie al cielo le backery di Londra sono lontane anni luce da quelle di Lisbona, se no altro che due taglie in più…

Parentesi chiusa, Pasteis de Belem divorato, prima attrazione culturale della giornata: Mosteiro dos Jeronimos, quello delle suore che facevano i dolcetti. Il monastero è stato voluto da re Manuel I nel 1500 per celebrare il ritorno del navigatore Vasco de Gama, che qui aveva trascorso la sua ultima notte prima del suo viaggio verso l’India.
Nonostante le mie pessime doti da fotografa, penso che le immagini parlino da sé.





Lasciata questa meraviglia di monastero, è la volta della Torre di Belem, una piccola fortezza costruita sul fiume Tejo per difendere Lisbona da possibili invasioni. I costruttori hanno pensato bene di non limitarsi ad un cubo di pietra, ma hanno abbellito la torre con intagli e decorazioni, nonostante la fortezza si trovasse un tempo al centro dell’estuario e fosse quindi difficilmente visibile dalla terra ferma. Gli interni non hanno nulla di speciale, ma la visita è comunque piacevole ed offre una bella vista sul fiume.




Accanto alla Torre di Belem si trova il Monumento Combatentes Ultramar, un memorial ai soldati portoghesi morti durante la Guerra Coloniale del 1961-1974. Mi ci sono voluti venti minuti di paziente attesa davanti a coppie che si facevano selfies a tutto spiano, ma alla fine sono riuscita a fare una foto semi decente. Che poi capisco che farsi un selfie con la fiamma e l’acqua e la propria immagine riflessa sul vetro sia una tentazione irresistibile…ma è un monumento ai caduti santo cielo.


Facciamo due passi lungo il fiume, sotto il sole, e ci dirigiamo verso il Padrao dos Descobrimentos, un altro dei simboli di Lisbona, un monumento dedicato agli avventurieri ed esploratori portoghesi, rivolto verso il fiume come a dare il benvenuto a chi arriva dal mare. Il monumento è imponente, 52mt di altezza, si inizia ad intravederlo da una certa distanza…faccio un paio di foto, ci avviciniamo, e…MA CHE SONO UNA MODA STE IMPALCATURE QUEST’ESTATE??

Aggiungi didascalia
A quanto pare: si, una gran moda. La Cattedrale di Santiago è stato solo il primo di una lunghiiiiissima serie di edifici in ristrutturazione visitati negli ultimi mesi – da Lisbona a Bologna, da Sintra a Hampton Court, sembra si mettano a montare impalcature ad hoc per il mio arrivo, in qualunque nazione io mi trovi.
Ma torniamo al Padrao dos Descobrimentos – il monumento è stato disegnato in modo tale che rappresenti un’enorme croce latina quando visto dalla terra ferma, mentre invece appare come la prua di una nave quando visto dal fiume. Sulla prua è rappresentato Enrico il Navigatore, seguito su entrambi i lati del monumento dagli eroi portoghesi che parteciparono alle scoperte e a cui il monumento è dedicato. E ovviamente la parte in ricostruzione non era certo quella della croce.



Due passi per il Jardim de Belém e Praça Afonso de Albuquerque, un paio di foto al Palacio Nacional de Belém, residenza ufficiale dei presidenti portoghesi, e via verso l’ultima meta della giornata: il Ponte 25 de Abril. 


Any idea su chi potrebbe aver progettato questo ponte? Ebbene si, la somiglianza è evidente – sbattimento zero e la compagnia che ha realizzato il Golden Gate Bridge di San Francisco ha pensato bene di fare un bel copia e incolla riproponendo un progetto praticamente identico, senza nemmeno cambiare il colore. Ponte che vince non si cambia.
Poi mentre sei li in mood California Dreaming che ti spari due selfies, dalla parte opposta del ponte, sull’altra riva del fiume, scorgi il Cristo di Rio. 


Se ci torniamo tra un paio d’anni magari ci troviamo anche due gondole sul Tajo e la Lisbon Eye.







Altri post sul Portogallo:

Wednesday, 22 October 2014

TGIF: Hampton Court

Il sabato è il giorno della gita. 
Ve l’ho già detto che non sopporto quelli che abitano a Londra e non hanno mai messo piede fuori casa se non per andare al pub dietro l’angolo?? Ehm, si, forse ve l’ho detto.
Nonostante la mia pigrizia cosmica e il mio amore incondizionato per il binomio film+copertina, non riesco proprio a concepire un weekend senza visitare qualcosa di nuovo qui intorno. 
Santo cielo, abiti a Londra, VIVILA! 

Trip of the Week: Hampton Court.


Era già nella lista di posti da vedere da un bel po’ di tempo, ma non essendo proprio economicissima è stata rimandata e rimandata e rimandata ancora, fino a che lo scorso sabato sono riuscita a vincere anche la mia tirchieria e ho comprato i biglietti. (Piccolissima parentesi: tirchieria?? Seriously?? E tirchiaggine non esiste?? Ho utilizzato una parola inesistente per circa 28 anni, molto bene)
Hampton Court si trova a sud-ovest di Londra, in un paesino chiamato Kingston-upon-Thames, poco dopo Richmond. Si raggiunge facilmente in circa mezz’ora di treno, quindi è perfetto per una gita in giornata. L’ingresso è a pagamento e non proprio economico, in linea con tutti gli edifici privati di Londra: 18 pound, a cui va sommato il costo del trasporto e l’eventuale pranzo – a spanne, preventivate sui 35/40 pound a testa.
La costruzione del palazzo è stata voluta da Thomas Wolsey, fedelissimo del famoso Enrico VIII (questo personaggio bello in carne che ha fatto fuori un paio di mogli, per intenderci). 


Non sto qui a raccontarvi tutta la storia del palazzo, che potete trovare qui; mi limito a dirvi che la visita è utilissima per un ripasso della storia della monarchia inglese, argomento su cui io sono sempre assai confusa – che voi ci capite qualcosa tra Tudors e Stuarts e mogli e amanti ed eredi maschi e complotti e decapitazioni e Marie ed Elisabette?! Ancora non riesco a capacitarmi di come la Betty sia solo Elisabetta II, con tutte le Elisabette che si sentono in sti racconti.



Anyway, sappiate che nel biglietto di ingresso sono comprese due cose fighissime: le audio guide, che io adoro, e questi:


Come rinunciare ad andare in giro tutto il giorno vestite da Volturi?!? Non abbiamo resistito.
Per inciso comunque: no, non sono obbligatori, state tranquilli. 

Ad ogni modo, la visita dura un sacco di più di quello che ci aspettavamo. Abbiamo seguito tutto il percorso delle audio guide, con l’idea di visitare tutto il visitabile in modo da non dover tornarci una seconda volta. Il palazzo è HUUUUGE, per non parlare dei giardini intorno al palazzo che sono SUUUUPEEER HUUUGE (e anche super-amazing!). Insomma visita questo, visita quello, siamo stati dentro sei ore. SEI. Ma vi giuro, ne vale davvero la pena.









Siamo in quel periodo dell’anno in cui i parchi hanno un colore perfetto. Mi sono persa per una buona mezz’ora tra gli alberi e ho scattato un centinaio di foto.


















Tra le altre cose, si può visitare anche il campo da tennis del cardinale Thomas Wolsey, dove si trova questa parete su cui ci dicono che Anna Bolena stava giocando a tennis su questo campo quando è stata arrestata per essere portata alla Tower of London (ndr per essere giustiziata) e non le hanno nemmeno lasciato il tempo per recuperare il suo premio, poraccia.


Ho poi dovuto spiegare alla mia amica che lo scopo di un labirinto è arrivare in centro (evidentemente le cento visioni di Harry Potter alla ricerca della Passaporta non le erano bastate) ma comunque alla fine ce l’abbiamo fatta. 
Picture in the middle of the maze. 


Voto alla gita: 10++
Palazzo molto bello, giardini bellissimi, audio guide come sempre impeccabili, anche il meteo è stato clemente, ci ha fatto giusto uno scherzetto veloce ma alla fine ci ha regalato un tramonto colorato sul parco. Worthy.
Hampton Court passa il turno a testa alta.




Thursday, 16 October 2014

Summer Holiday: Coimbra


Dopo un'estate londinese che sa sempre ben poco di vera estate, dopo il continuo mettere e togliere pile e mantella durante il Cammino di Santiago, dopo due giorni a Porto con quel cielo bianco che conosco bene, arrivare a Coimbra e trovare un sole pazzesco e quel caldo soffocante che mi mancava tanto è stato come essere finalmente catapultate dentro l’Estate, quella con la E maiuscola.
Che poi ovviamente cambi idea in tempo zero, bastano cinque minuti di camminata sotto il sole con 32 gradi e uno zaino enorme sulle spalle e inizi subito ad imprecare in tutte le lingue conosciute, sperando che l’hotel sia vicino perchè hai bisogno di un bagno nel deodorante ASAP.
Ma sarà l’unica settimana di caldo esagerato per luuuungo tempo, per cui ringrazia, goditi il caldo e soffri in silenzio.

Coimbra è una cittadina davvero carina, piuttosto piccola per cui facilmente visitabile in una sola giornata. 
La sua università, tra le più antiche e prestigiose d’Europa, è rimasta per moltissimo tempo l’unico centro universitario del Portogallo ed ancora oggi è l’attrazione principale della città.
Per questa giornata non avevamo pianificato un tour preciso, ci siamo limitate a passeggiare per la città cartina alla mano, cercando di raggiungere tutti i principali punti turistici senza perderci, cosa in realtà non poi tanto difficile viste le dimensioni di Coimbra.


Partite dal nostro hotel affacciato su una bella piazzetta a due passi dal fiume, abbiamo attraversato il ponte e ci siamo dirette al Monastero di Santa Clara a Nova, costruito su una collinetta in seguito all’inondazione del 1612 che ha per gran parte distrutto il Monastero di Santa Clara a Velha, di cui oggi si possono vedere solo alcune rovine.

Mosteiro de Santa Clara-a-Velha
Simbolo di Santiago che ci perseguita fino in Portogallo!

Mosteiro de Santa Clara-a-Nova

Breve passeggiata in cerca di cibo, l’influenza mi ha costretta ancora ad una bella zuppetta, che con i 30 gradi si sa ci va a nozze…per fortuna in Portogallo hanno una varietà di piatti decisamente ampia, per cui è stato sempre piuttosto facile trovare qualcosa che si adattasse contemporaneamente alle richieste del mio stomaco in ribellione e alla mia intolleranza mentale all’ottanta per cento dei prodotti commestibili. Quello che non è stato facile è stato invece passare di fianco a tutte quelle vetrine piene e strapiene di dolci e doverci rinunciare il più delle volte…una tortura!

Nel pomeriggio giro in quello che è il vero centro di Coimbra: partendo dalla Baixa, la parte bassa della città, ci siamo dirette a Praça 8 de Maio, dove si trova il Mosteiro de Santa Cruz, oltre a parecchi bar e ristorantini. 

Mosteiro de Santa Cruz

Abbiamo poi iniziato la salita verso la Cidade Alta e passeggiando per le stradine e i vicoletti caratteristici della città abbiamo incontrato parecchi edifici interessanti nonché dei favolosi centrini colorati appesi tra un balcone e l'altro.

Jardim da Manga




Sè Velha

Sè Nova

Terminata la salita, si arriva alla zona universitaria: il Palacio das Escolas, il nucleo centrale dell’Università di Coimbra, si affaccia su un enorme spiazzo che offre una bella vista sulle colline circostanti. Non abbiamo visitato gli interni degli edifici universitari, causa poco tempo e tirchiaggine smisurata che ci contraddistingue, ma dicono che siano davvero molto belli, per cui non fate i poveracci come noi, spendete sti dieci euro e visitate la Biblioteca Joanina, il Paço Real e la Capela de San Miguel.

Universidade de Coimbra



Tornando verso la Baixa, siamo andate alla ricerca dell’acquedotto di San Sebastiano e abbiamo poi optato per un po’ di relax al Jardim Botanico, accessibile gratuitamente, da tenere in considerazione se si vuole godere di qualche momento di assoluta tranquillità (o se si ha un gran mal di stomaco e ci si vuole stravaccare su una panchina per una buona mezz'ora).



Jardim Botanico


Riguardando le foto a posteriori, mi sono accorta che l’influenza ha spesso avuto la meglio in questa vacanza: il numero di foto fatte è drasticamente inferiore alla media! Davvero un peccato, perchè Coimbra meritava un reportage decisamente più ricco; passeggiare per le sue viuzze caratteristiche è davvero piacevole e la fatica del continuo sali-scendi è completamente ricompensata dai bellissimi edifici storici e dai tanti punti panoramici che offrono viste a 360 gradi sulla città e su tutto il verde che le sta attorno.

Insomma, Coimbra assolutamente promossa: se pianificate un tour del Portogallo, trovate una giornatina anche per lei!







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Lisboa, day 1