Wednesday, 27 August 2014

The British Museum

Lunedì per festeggiare la Summer Bank Holiday il signor Meteo ci ha regalato una bella giornatina di pioggia ininterrotta, perchè effettivamente i 7 gradi con cui esco al mattino non davano bene l’idea di british summer, qualche secchiata d’acqua ci ha subito ricordato che Hey, we live in London!


Così, incitata dal tempo, ho deciso di riprendere con i miei tour culturali. Avevo un po’ sempre snobbato il British Museum, sono a Londra da quasi dieci mesi e ancora non ci avevo messo piede, ma lunedì mi sentivo ispirata. Ecco devo ammettere che non è stato proprio un lampo di genio andare a visitare uno dei principali musei della città in un giorno di festa nazionale in cui pioveva a dirotto: a quanto pare la pioggia trasmette a molti il bisogno improvviso di farsi una cultura e praticamente il 90% della popolazione londinese stava al British.




Scoraggiata dalla coda per le audio-guide, ho optato per un bel libretto intitolato “Visitor’s Guide – 15 self guided tours”, che non è proprio la migliore guida ever, ma è comunque un buon inizio per chi come me arriva al British senza sapere nulla di nulla al riguardo.
Ho imparato un paio di cose interessanti, tipo che il Museo è stato fondato nel 1753 per contenere la collezione venduta a King George II da Sir Sloane, un fisico, naturalista e, a quanto pare, collezionista seriale di oggetti di varia natura. Qualche anno dopo King George II ha donato al museo la Old Royal Library e il Museo è stato aperto al pubblico nel 1759. È il più antico museo nazionale al mondo e fin dall’inizio ha garantito libera entrata ‘to all studious and curious persons’ (cit.)
Inutile dire che il museo è piuttosto grande, ha più di 70 stanze e una varietà incredibile di pezzi; ma è molto ben organizzato, le stanze sono disposte per area geografica, periodo storico e tema, quindi nessun problema anche per chi come me ha grosse difficoltà di orientamento.
Non sono ovviamente riuscita a visitare tutto in un pomeriggio, ma mi sono fidata della mia nuova superguida, che per una prima visita al British consigliava di iniziare dal Mondo Antico. Non ne sono rimasta affatto delusa.






Quest'ultima mi ha fatto un sacco ridere - ne ho una copia fatta da me ai tempi delle medie, quando ancora avevo un briciolo di capacità artistica. Con grande dispiacere non posso mostrarvela perchè l’ho lasciata in Italia, ma credetemi: IDENTICA!
Terminato il giro dell’Ancient World, avendo ancora solo un’ora a disposizione ho optato per altre due sale molto rinomate del museo: Living&Dying e Enlightenment, meglio conosciute come la sala della statua dell’Isola di Pasqua e la Biblioteca.



Living&Dying è una stanza dedicata appunto alla vita e alla morte; la mostra analizza come culture diverse si relazionano con altri esseri umani, animali e poteri spirituali, e studia i diversi approcci utilizzati per prevenire malattie, pericoli e difficoltà.




In mezzo a questa sala c’è un’esposizione fighissima: si chiama Cradle to Grave by Pharmacopoeia e consiste in due lunghi rotoli di tessuto su cui sono cucite 14.000 pastiglie che, udite udite, è la media stimata di pastiglie prescritte ad un singolo cittadino UK nel corso della sua vita. SOLO le pastiglie e SOLO quelle prescritte. Cioè non sono inclusi: antinfiammatori, antidolorici, tachipirina, aspirina, ibuprofene, antiacidi, lassativi, antistaminici, vitamine, ricostituenti. Solo per dirne qualcuno.
Mi sono fermata un secondo a fare due calcoli: considerando anche solo Aulin, Oki, vitamine e dieci anni di pillola (che da sola fa circa 3000 pastiglie)…ESTICAZZI, io ci riempirei tutto il British Museum!!


Quando sono riuscita a scollarmi da tutte quelle belle pastigliette colorate, ho fatto un salto in Biblioteca.




Le biblioteche hanno sempre un certo fascino e la King’s Library non è da meno. Ho fatto giusto in tempo a fare un giro veloce prima della chiusura, ma sono riuscita a dare un occhio alla mostra permanente sull’Illuminismo, che spiega tutte le varie scoperte e rivoluzioni dell’epoca. Un’altra cosa che adoro dei musei inglesi è che trovi spiegazioni dettagliate di ogni singolo oggetto esposto, della relativa epoca storica e di tutti i personaggi che ci sono ruotati attorno, per cui anche gli ignoranti senza speranza come me riescono sempre ad imparare qualcosa di utile (if you can read English, obviously).

Detto ciò, io ve lo dico: se passate da Londra, non state cinquanta ore a rincoglionirvi da Harrods come qualsiasi italiano medio – fatelo un giro al British Museum, che è assolutamente MERAVIGLIOSO!





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