Thursday, 28 August 2014

Camino de Santiago. Prima tappa: Sarria

Ore 22:20 di venerdì 1 agosto – Mentre gli inglesi sono chiusi in un pub ormai sbronzi da ore, sotto l’effetto della 15esima birra della giornata, io mi metto il mio zainetto in spalla e mi avvio all’aeroporto. E che, volevamo mica fare una partenza easy il sabato mattina dopo una bella dormita riposante e magari anche una doccia?! No. Si inizia con una bella notte in aeroporto, su quelle panchine tanto comode e un freddo polare, rannicchiata stile homeless con 3 magliette, il pile e gli asciugamani come coperte, in attesa del volo per Santiago delle 6.30. La notte sembra non passare mai quando ‘dormi’ in aeroporto. 
Dopo un cappuccino double coffee e un almond croissant per cercare di riprendersi, corro per essere la prima ad imbarcarmi. Perchè ovviamente a Gatwick hanno deciso giusto il giorno prima di fare casino con i bagagli e di non farne arrivare a destinazione un buon 80%. Volevo evitare la spiacevole esperienza di dover imbarcare lo zaino con tutto il necessario per la vacanza e poi non ritrovarmelo a Santiago. Che già il Cammino è complicato di suo, se poi devo stare cinque giorni con gli stessi indumenti…ad ogni modo, prima della fila con il mio bagaglio a mano, e via.
Santiago – la mia amica mi recupera, seconda colazione, bus per Lugo, bus per Sarria, destinazione. Piove. Ma piove proprio. Facciamo un chilometro in un’ora, fermandoci ogni due metri a ripararci sotto una tettoia, tanto per oggi tempo a disposizione ne abbiamo. Iniziamo bene comunque.
Arriviamo al nostro Albergue (ndr Monasterio de la Magdalena, ovviamente il più figo di Sarria). Lapo -nome di fantasia per lo spagnolo con accento toscano che gestisce l’ostello- ci accoglie e ci mette i primi timbri sulla Credenziale: ci siamo, si inizia.





Decidiamo che forse alle 4 del pomeriggio è ora di pranzare, il mio stomaco sta facendo un bel concertino già da un paio d’ore…ci imbattiamo nel supermercato 1metro x 1metro della mitica sciura Rosita e del sciur Antonio, nomi anche questi di fantasia che ci sono sembrati appropriati vista la scultura di una gallina all’entrata del negozio, che faceva tanto casa Banderas. La sciura Rosita ci prepara un super panino Jamon y Queso e ci avviamo quindi soddisfatte a fare un giro del paese.  
Sarria è il paesino da cui inizia l’ultima parte del Cammino, quella brutta e strapiena di gente di cui si parlava qui. Il centro storico, che si concentra intorno a rúa Mayor, è costituito per lo più da albergue, con l’eccezione di una piccola chiesetta, la torre di un ex castello e, appunto, il Monasterio de la Magdalena in cui alloggiamo, con un bel chiostro ed annessa chiesa. 









Arriviamo fino al fiume, sotto la pioggia, e passiamo poi per la via dell’antiquariato, notando tristemente i segnali della crisi spagnola: nonostante sia sabato pomeriggio, i negozi sono quasi tutti chiusi e molti in condizioni non proprio felici.






Rientrando, ci fermiamo a fare qualche foto all’evento del giorno: dei pazzi furiosi hanno deciso di costruire un percorso pericolosissimo ad ostacoli e si fiondano a 200 all’ora in bicicletta per le viuzze del paese, tra gli applausi del pubblico. Gente strana, ma d’altronde se ti capita la sfortuna di vivere in un paesino così, un modo per occupare la giornata devi pur trovarlo, credo.




Foto simbolo della giornata: il km 111, che abbiamo cercato in lungo e in largo come disperate per circa due ore, camminando avanti e indietro per il paese un numero indefinito di volte, per poi ovviamente scoprire che si trovava a due metri dal nostro albergue. Geni.







No comments:

Post a Comment