Wednesday, 29 January 2014

Svenimento in grande stile

Stamattina sono svenuta in metro. Cioè non è che sono proprio svenuta, non so bene come si dica. È andata cosi: mi sono sentita male in metro, tipo che ho iniziato a vedere tutto un po’ sfocato e degli strani pallini neri. Non volevo creare allarmismi che poi la gente impazzisce, la fermata dopo era la mia, quindi ho iniziato a fare esercizi di respirazione, cercando di autoconvincermi che non stessi per svenire. Si sono aperte le porte, mi sono aggrappata ad un tizio a caso e mi sono fatta trascinare fuori, per poi accasciarmi con la grazia di una balena spiaggiata nel primo angolino disponibile. Tenevo gli occhi aperti e vedevo tutto nero, è una sensazione bruttissima. Mi hanno spogliata, cappotto, sciarpa e maglione per terra, che tanto la banchina della metro si sa, la puliscono spesso. I miei capelli appoggiati a un muro che negli anni avrà visto Coca-Cola, biberoni di Starbucks, manate sporche di Fish&Chips e panini del McDonald, quelli belli ripieni di Ketchup, probabilmente anche un pensierino lasciato da qualche homeless. Stasera mi faccio una doccia di mezz’ora.
Tra le altre cose indosso una gonna, quindi posso solo immaginare la scena vista dall’esterno: una bionda dal capello ormai unto, scosciata, con i vestiti buttati per terra e una faccia da ‘sto più di là che di qua’…mi avranno presa per una prostituta moldava ubriaca.
Comunque mi hanno accompagnata fuori e mi sono fatta una megacolazione con cappuccino, due brioches e un espresso.
Prendo spunto da questo episodio per esprimere la mia personale opinione su due fatti:
  1. Gli inglesi e la metropolitana - WTF??
  2. Getting fat – fish&chips e dintorni
Tra le altre cose indosso una gonna, quindi posso solo immaginare la scena vista dall’esterno: una bionda dal capello ormai unto, scosciata, con i vestiti buttati per terra e una faccia da ‘sto più di là che di qua’…mi avranno presa per una prostituta moldava ubriaca.
Comunque mi hanno accompagnata fuori e mi sono fatta una megacolazione con cappuccino, due brioches e un espresso.
Prendo spunto da questo episodio per esprimere la mia personale opinione su due fatti:

Gli inglesi e la metropolitana 
Gli inglesi si fingono piccoli lord un po’ in tutto. Camminano sul tuo stesso marciapiede, hanno visto da 10 minuti che hai in mano il cellulare, l’ombrello, due borse della spesa e la tua borsa…ti vengono addosso comunque e poi ti fanno un sorriso a 36 denti ‘I’m soooo sorry’. Come fosse una parolina magica, tutto risolto. E sti cazzi?!
Il peggio comunque lo raggiungiamo sulla Tube. Non sono capaci, non ce n’è. Loro, poverini, hanno bisogno del loro spazio vitale, vale a dire almeno un metro cubo d’aria intorno. Per cui se ne sbattono le palle se sulla banchina ci sono cinque milioni di cristiani che devono andare al lavoro. Loro ‘inside the carriage’ non ci vanno, perche’ se no poi non riescono a leggere il giornale.
Quindi tu sei lì davanti a una metro con i corridoi vuoti e non riesci a salire (o sali stile sardina) perchè cascasse il mondo questi non si schiodano. E NESSUNO DICE NIENTE.
Ah ma la prossima volta, prima di svenire per il caldo soffocante e la mancanza di ossigeno, prendo a sberle uno di questi cari signorotti e potete giurarci che mi faccio lasciare il posto di prima classe.
Che poi, a dirla tutta, penso si possa stimare un 50% di popolazione autoctona a Londra. Quindi per lo più questi stronzi che mi fanno fare il viaggio spiccicata contro la porta scorrevole della metro sono europei che si fingono inglesi. Maledetti.

Getting fat 
Premessa: la colazione di questa mattina era più che giustificata.
Ad ogni modo, ormai mi è chiaro: trasferirsi all’estero implica inevitabilmente un aumento di peso. E fin qui, anima in pace. Il problema è: QUANTO. Ce li ricordiamo tutti gli 8 kg messi su in tre mesi negli Stati Uniti?? OTTO. Ero tornata a casa rotolando. Mi viene l’ansia.
Penso che l’acquisto del prossimo weekend sarà una bilancia, che comporterà una pseudo-depressione al primo utilizzo e sarà quindi poi sapientemente nascosta sotto il letto nel giro di due giorni ed ignorata per lungo, lunghissimo tempo. Ma magari mi prendo un bello spavento iniziale e mi do una regolata.
Che poi non è che io mi strafoghi di fish&chips da mattina a sera…vado a fare la spesa con obiettivi ben precisi tipo ‘la nutella NO, ma i biscotti dai S…NO, le brioches NO, i fritti NO, la pasta NO, il latte N…SI, eccheccazzo almeno il latte!’. Quindi esco dal Sainsbury con il mio bel sacchettino di verdure, pesce, yogurt, quintalate di tea…poi muoio di fame a qualsiasi ora del giorno, apro il frigo: niente, apro la dispensa: niente, penso: perchè cazzo non ho comprato la nutella!?!? – aggrappo la confezione di gallette di riso (si, quelle cose di plastica immangiabili che nonmiditechesonobuoneperchèèunacazzata) e…me la mangio. TUTTA. Cosa saranno, 30 gallette?
Mi autoconvinco che 30 gallette di riso siano meglio di 4 cucchiaini di Nutella e via così.
Nonostante non si sappia bene cosa mangino effettivamente questi inglesi, anche qui sono diventata addicted di un paio di cosine. Giammai potremo raggiungere le paradisiache patatine al limone USA, sia chiaro, ma per ora in lista abbiamo:
- Bagels alla cipolla o Bagels integrali: io me li mangio così, vuoti, o con un pochino di Philadelphia che non guasta mai (Light, ovviamente)…voi che siete salutisti e raffinati potete farveli con insalata e pomodori…io anche no.
- Greek Yogurt with Honey – quello dell’Asda impareggiabile
- Chocolate Cocoa Creams, sempre Asda - biscotti con crema di cioccolato, che io ovviamente NON ho mangiato, ne ho sentito parlar bene da un’amica…
- Rich Tea Biscuits – 40p al pacchetto, vanno giù che è una meraviglia
- I bastoncini di verdure, Asda forever, che in Italia non mi facevano più da anni e che mi piacciono coooosiiii tanto (e sono coooosiiii fritti)


Ecco, ora forse ho capito da dove arrivano i chili in piu’.